Napoli sotterranea: un fascino senza tempo

Nel cuore di Napoli sorge una città nella città. Un labirinto sotterraneo testimone di epoche passate, che accompagna la vita odierna e frettolosa delle strade moderne che si intrecciano proprio al di sopra di quella che viene definita Napoli sotterranea. Il tufo, roccia tipica del territorio napoletano, è il principale costituente delle gallerie che animano il sottosuolo partenopeo.

Tutto ebbe inizio quando le necessità di ricavare acqua spinse i greci a costruire cisterne al fine di convogliare l’acqua piovana, in più si poteva in questo modo ricavare materiale prezioso, il tufo appunto, per edificare costruzioni della Napoli del tempo. Siamo intorno al 470 a.C., poi il tempo passò e quel crocevia di viottoli sotterranei iniziò a prendere le sembianze di un vero acquedotto, modifiche effettuate soprattutto dai romani e molti secoli dopo dagli Angioini. E più la città in superficie si ampliava, più quella sotterranea diveniva estesa perché più tufo veniva estratto, l’una dipendeva dall’altra.

Napoli sotterranea

La Napoli sotterranea fu usata come acquedotto fino alla fine del 1800, per essere poi riutilizzata proprio quando la Napoli in superficie ne aveva più bisogno: durante la seconda guerra mondiale. Rifugi e ricoveri furono adibiti per proteggere la popolazione, addirittura nel 1943 una donna diede alla luce qui la propria figlioletta (morta poi qualche mese dopo) e vi rimase per difendere la nuova vita dai feroci bombardamenti. Una storia che si unisce a tante altre che evidenziano lo stretto rapporto dei napoletani con la loro città sotterranea.

Non è stato facile proteggere questo prezioso tesoro per il turismo dall’incuria del tempo, molti sono stati i crolli avvenuti per rotture di fogne ad esempio, ma anche grazie ad una grande opera di manutenzione e restauro Napoli sotterranea è un vero gioiello. Molteplici sono le storie, le testimonianze, e le bellezze che ha conservato e racchiuso silenziosamente per tanto tanto tempo. Oggi vi si organizzano escursioni e numerosi sono i percorsi che sono venuti alla luce nel tempo. Uno dei più conosciuti prevede l’ingresso presso la via S. Anna di Palazzo, siamo nel cuore pulsante di Napoli e da qui si potrà scendere a 40 metri di profondità fino ad arrivare ad un rifugio usato durante il secondo conflitto mondiale; vi entravano circa 4000 persone il cui passaggio è evidente anche dai graffiti sul muro.

Incisioni indelebili di una profonda ferita della nostra Italia. Affascinante è anche il percorso a cui si accede da Piazza San Gaetano, attraversando strettissimi cunicoli si potrà ripercorrere l’intera storia di questa parte di Napoli: dal periodo romano a quello del ‘900. Invece è recentissima la scoperta di un passaggio sotterraneo fatto costruire dai Borboni per poter avere una via di fuga rapida e sicura. Questo parte infatti da Piazza del Plebiscito ed è stato appunto rinominato tunnel Borbonico, galleria che con il passare del tempo fu usata per depositare auto vecchie e al cui interno nel 2010 è stata rinvenuta una statua raffigurante il fascista Aurelio Padovani.

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